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Fuoco e Sangue

GDR Play-by-Chat ispirato alle opere di G.R.R. Martin


Quando sono molti gli anni che ci dividono dal passato, quest'ultimi tendono a divenire sempre più fumosi ed evanescenti. La storia si mischia ai miti, andando a forgiare le leggende. Nascono eroi, sorgono regni e si combattono imponenti guerre i cui echi si riversano ancora nel mondo che viviamo. Un susseguirsi di intrighi, battaglie e abili stratagemmi politici che hanno segnato profondamente tutte le terre, dal Nord al Sud, dall'Est all'Ovest. Molti sono i regni che sono caduti e molti gli altri che sono sorti, innalzandosi sulle macerie dei primi. Territori che danno finalmente una parvenza di quiete e pace, una illusione che squarcia gli spettri del passato. Vi è una corona a cingere la testa di una nuova sovrana, la Regina Rhaenys Targaryen. Vi è una corona a cingere la testa di un sovrano, il re Daeron II Targaryen. Una corona a testimoniare la sua egemonia nel Westeros ed a legittimare i suoi domini, scolpiti con il fuoco e con il sangue..

-114 AA circa

Una premonizione giunse alle orecchie degli adesso Signori dei draghi, grazie alla figlia di Aenar Targaryen, Daenys “la Sognatrice”. Immagini di morte, distruzione: vulcani che eruttano, mari che si espandono sulla terraferma, fino a divorarla. Un macabro spettacolo che spinse i Targaryen a trasferirsi lontano, portando con sé i cinque draghi, tra cui Balerion il Terrore Nero. Fu visto come un atto scellerato, un segno di inaudita debolezza, che solo il tempo seppe premiare. Un castello venne costruito sull'isola e le sue torri presero la forma di draghi, grazie alla magia valyriana. Fu da quell'isola, e da quella fortezza, che i Targaryen ebbero modo di affermare il loro dominio incontrastato sul Westeros.
Il dare ascolto alla figlia non fu un segno di debolezza da parte di Aenar Targaryen. Le immagini che avvamparono circa dodici anni prima e che furono da monito ai Targaryen divennero realtà. La terra iniziò a tremare con forza, fino a spaccarsi e ad inghiottire sotto di sé la maggior parte di quel che un tempo fu lo splendente impero di Valyria. Niente fu risparmiato. Fuoco iniziò a fuoriuscire dalle spaccature e cenere e fumo andarono ad avvolgere in maniera incessante tutto l'ambiente circostante. Vere e proprie fontane di fuoco che martoriarono ulteriormente il territorio. Gli specchi d'acqua ribollirono a causa dell'altissimo calore, tramutandosi in acido, e la roccia fuse. Il cielo si colorò di rosso e vetro di drago iniziò a riversarsi a terra. Ogni abitante fu sopraggiunto dalla morte e la devastazione fu l'unica cosa a dominare. Nessuno, quel giorno, ebbe modo di sopravvivere per testimoniare l'incredibile, ed impensabile, disastro. Gli uomini trovarono la morte, così come i draghi: solo i cinque dei Targaryen ebbero modo di sopravvivere, a Roccia del Drago. Quattro di loro morirono successivamente, originando però due uova che videro nascere Vhagar e Meraxes.


0-1 AA

I decenni passarono, e generazioni di Targaryen si susseguirono, fino a che tre fratelli, a cavallo di altrettanti draghi, Vhagar, Meraxes e Balerion il Terrore Nero lasciarono Roccia del Drago per dominare il Westeros. Aegon detto poi il Conquistatore, e le sue sorelle, Visenya e Rhaenys.
Il sovrano di Roccia del Drago, contando sulla supremazia dei proprio draghi, invase i Sette Regni esistenti nel Westeros, dando il via ad una serie di battaglie che presero il nome di Guerre di Conquista. Sette erano i governanti che, in modo e maniera differente, si rapportarono con l'invasione di Aegon.

- Thorren Stark, Re del Nord
- Ronnel Arryn, Re delle Montagne e della Valle
- Harren Hoare, Re delle Isole di Ferro e delle Terre dei Fiumi
- Loren Lannister, Re delle Terre dell’Ovest
- Mern IX Gardener, Re dell’Altopiano
- Argilac Durrandon, Re delle Terre della Tempesta
- Mariya Martell, Principessa di Dorne

•La Battaglia di Città del Gabbiano:
Vien dato a Daemon Velaryon il compito di espugnare Città del Gabbiano, affiancato da Visenya Targaryen e dal suo drago. Fu sanguinosissima la battaglia che si svolse nelle acque circostanti il porto: numerose le navi affondate, da una parte e dall'altra. Fu la flotta degli Arryn, infine, ad avere la meglio. Daemon Velaryon cadde sul campo e con lui gran parte delle navi appartenenti ai conquistatori. Visenya ed il suo drago, Vhagar, decisero però di vendicare la sconfitta e, raggiunto il campo di battaglia, bruciarono interamente la flotta degli Arryn. Le Tre Sorelle, davanti alla distruzione delle navi affidate agli Arryn, si rivoltarono al dominio del proprio Re e della propria reggente.

•La Conquista delle Terre dei Fiumi e delle Isole di Ferro:
Il capostipite dei Targaryen decise di sottoporre alla propria attenzione la presenza di Harren il Nero, Re delle Isole di Ferro. L'audace sovrano delle Isole costruì la più grande fortezza che il Westeros ebbe mai visto, considerata come inespugnabile. Aegon il Conquistatore, dato che Harren rifiutò la resa, montò in sella a Balerion il Terrore nero e bruciò interamente la fortezza di Harrenal che, per quanto imponente e inespugnabile potesse essere, nulla ebbe modo di fare contro la potenza del fuoco del drago. Harren il Nero ed i suoi figli furono arsi vivi e la torre che fu testimone dello scempio prese il nome di Torre del Rogo del Re. I Greyjoy furono nominati Lord di Pyke e i Tully giurarono fedeltà, divenendo i nuovi protettori delle Terre dei Fiumi.

•Battaglia dell'Ultima Tempesta:
Orys Baratheon, fratellastro e luogotenente di Aegon Targaryen, fu inviato insieme a Rhaenys e al suo drago Meraxes a sottomettere le Terre della Tempesta e Re Argillac, detto anche l'Arrogante. Il Re di Capo Tempesta decise di sfidare le truppe avversarie in campo aperto, senza l'ausilio di una fortezza, e pagò cara questa scelta: l'esercito fu totalmente distrutto dal Baratheon. Capo Tempesta non si arresa e Argella, figlia di Argillac, continuò a regnare come reggente. La guarnigione del castello, però, arrivò ad arrendersi e consegnò la propria reggente ad Orys Baratheon che la prese in moglie. Aegon lo premiò, nominandolo lord delle Terre della Tempesta.

•Campo di Fuoco:
Mentre i Targaryen operavano su tutto il Westeros, il Re dell'Ovest Loren Lannister ed il Re dell'Altopiano Mern IX Gardener strinsero una alleanza e misero in piedi un unico e imponente esercito che poteva vantare 55.000 uomini. Un esercito che prese il nome di "Armata dei due Re". Aegon il Conquistatore sapeva perfettamente che le sue esigue forze militari non avrebbero potuto fronteggiare una tale potenza, ed è per questo motivo che scelse di radunare i suoi 10.000 uomini e di affiancarli da tutti e tre i draghi. Fu la prima, ed unica, volta in cui i tre draghi affrontarono una battaglia uniti. Il fuoco sputato dai draghi uccise gran parte dell'esercito nemico che, conscio di non poter affrontare i draghi, decise di arrendersi e di inginocchiarsi di fronte ad Aegon. A Re Loren fu concesso di rimanere lord di Castel Granito e fu nominato Protettore dell'Ovest. Diversa fu la situazione per l'Altopiano: il fuoco dei tre draghi bruciò il corpo di Mern IX Gardener e con lui quello di tutti i suoi eredi. La casata era estinta. L'attendente del Gardener, Harlen Tyrell, consegnò la resa e per questo fu nominato da Aegon il Conquistatore Lord dell'Altopiano, a discapito delle pretese di altri casate, quali i Florent.

•La conquista del Nord e della Valle:
Re Torrhen Stark marciò con un'armata verso sud, alle Terre dei Fiumi. Aegon il Conquistatore gli si oppose, schierando le truppe e i draghi presso le rive della Forca Rossa del Tridente. I propositi di guerra del Re del Nord si infransero di fronte alla maestosità dei draghi e dell'esercito al loro servizio. Torrhen scelse di sottomettersi ad Aegon e si inginocchiò di fronte a lui. Il Targaryen premiò la sua resa nominandolo Lord del Nord e di Grande Inverno. Alla Valle invece un esercito imponente condotto da Sharra, reggente di Nido dell'Aquila per il giovane re Ronnel Arryn, si radunò presso Porta Insanguinata, pronto a dar battaglia contro l'esercito dei Targaryen. Mentre l'esercito della valle ripiegò verso Nido dell'Aquila, Visenya e il suo drago riescono a raggiungere il cortile interno della fortezza. Sharra, corsa all'esterno, vide Re Ronnel Arryn seduto sul drago, con la supplica di poterlo cavalcare. Sharra si arrese a Visenya e quest'ultima concesse al giovane Arryn la cavalcata tanto agognata su Vhagar.

•La tentata conquista di Dorne:
Sei dei sette regni erano caduti e rimaneva unicamente da sottomettere quello più meridionale: Dorne. Rhaenys, a capo dell'invasione, conduce l'esercito attraverso le Montagne Rosse non riuscendo però a scontrare i dorniani in una vera e propria battaglia. Gli abitanti del regno più meridionale evitarono qualsiasi forma di scontro in campo aperto o presso una fortezza e decisero, invece, di colpire i rifornimenti dei Targaryen mediante rapide imboscate. Rhaenys, stanca e frustrata, decise di volare direttamente a Lancia del Sole, dove incontrò la Principessa Mariya Martell. La richiesta di resa da parte della Targaryen cadde nel vuoto, e la Principessa lanciò il monito "Questa è Dorne, qui non siete benvoluti, se ritornate è a vostro rischio e pericolo". Rhaenys rispose che sarebbe tornata portando "Fuoco e Sangue" per Dorne tutta, ma la Martell rispose con "Mai inchinati, mai piegati, mai spezzati". Rhaenys e i Targaryen si ritirarono ed Aegon decise di lasciare Dorne come regno indipendente in mano ai Martell di Lancia del Sole.

•Dopo la guerra di conquista:
L’alto Septon, a vecchia città, rinchiuso nel Tempio stellato intento a contemplare i segni degli Dei annuncia una profezia che recita un chiaro segnale; se il Credo si ribellasse ai signori dei Draghi significherebbe la definitiva distruzione e fuoco e sangue si abbatteranno su di loro. Dunque non resta altra scelta che aprire le porte ai Targaryen e inginocchiarsi a loro scegliendo Aegon I come unico re. L’alto Septon unge e riconosce il suo posto come re del Continente occidentale, tale funzione viene svolta all’interno del Tempio a Vecchia città dopo che già in precedenza Visenya e Rhaenys avevano proclamato ad Approdo del Re suo fratello. Aegon I Targaryen riesce ad unificare e mantenere il controllo di sei regni su sette, l’unico escluso sarà Dorne riconosciuto come regno indipendente e governato da Casa Martell, è l’inizio di una nuova era. Il conquistatore fa erigere il simbolo del suo potere fondendo le spade di coloro che si sono opposti alla sua supremazia, crea così il Trono di Spade . Proprio col respiro di fuoco di Balerion fu forgiato lo scranno sul quale siedono tutti i re dei Sette Regni da Aegon I in poi. Secondo le ballate furono necessari per costruirlo mille spade, appartenenti ai nemici sconfitti, e 59 giorni di battitura a martello. Da quel momento la Fortezza Rossa sarà la dimora dei regnanti nella capitale di Approdo del Re.

37 - 48 AC

Aegon il Conquistatore era stato unto dall'Alto Septon e si era convertito alla Fede dei Sette, ma questo non lo fermò dal continuare le antiche usanze valyriane del matrimonio incestuoso, visto invece come abominevole di fronte al credo dei Sette. Aegon sposò sia Visenya che Rhaenys e alla sua morte, 37 anni dopo il suo arrivo sul continente occidentale, gli succedette Aenys I, figlio del rapporto incestuoso con la sorella. Il popolo, di fronte a questa blasfemia, si rivoltò e dette vita al Credo Militante, in aperto contrasto con il proprio sovrano. Aenys nominò come Primo Cavaliere del Re il Principe Maegor che prese le redini della soppressione delle rivolte. Maegor cercò di reprimere queste rivolte e, alla morte di Aenys, si impadronì del trono. Maegor passò alla storia come "il Crudele" e la Fortezza Rossa, ad Approdo del Re, fu ultimata proprio durante il suo regno. Nel 48 AC Re Maegor Targaryen muore in circostanze misteriose ed al suo posto divenne re il figlio di Aenys, Jaehaerys detto il Conciliatore, che sciolse il Credo Militante e governò a lungo in maniera saggia. Il grande numero di potenziali eredi al trono spinse Jaehaerys I a indire un concilio ad Harrenhal, in seguito al quale venne proclamato suo erede il nipote Viserys.

129-131

Il regno di Viserys I fu lungo e glorioso: egli sposò la cugina Aemma Arryn ed ebbe una prima figlia, Rhaenyra, che proclamò propria erede. Alla morte della moglie, sposò Alicent Hightower, dalla quale ebbe tre figli e una figlia. Viserys I decise di non lasciare il Trono al suo primogenito maschio, Aegon. Alla morte del padre, tuttavia, Aegon si proclamò re, usurpando l’eredità della principessa Rhaenyra Targaryen, in quei giorni a Roccia del Drago per partorire la sua sesta figlia. La notizia dell’usurpazione sconvolse Rhaenyra che fu vittima di un travaglio prematuro che ebbe come conclusione il parto di una bambina nata morta. I sostenitori della donna, detti i Neri, si radunarono presso Roccia del Drago e decisero di dare battaglia ai Verdi, i sostenitori di Aegon II. Entrambe le fazioni avevano i draghi, ed essi danzarono nei cieli, distruggendosi e devastando il reame. Nel corso della guerra entrambi i pretendenti persero molti consanguinei. Verso la fine, Rhaenyra sembrò avere la meglio, conquistando Approdo del Re, dove si trasferì, lasciando una piccola guarnigione a difesa del castello di Roccia del Drago, dove Aegon II, con l’inganno, riuscì a trasferirsi, impadronendosene. Il suo drago Sunfyre, rimasto precedentemente ferito, raggiunse Aegon presso al fortezza.
Il mal governo di Rhaenyra le alienò la popolazione, che assaltò la Fossa del Drago, dove le bestie erano rinchiuse, uccidendole tutte. La regina abbandonò Approdo del Re con l’ultimo figlio rimastole, Aegon il Giovane, e priva di mezzi, riparò a Roccia del Drago. Giunta presso la fortezza fu catturata e condotta al cospetto di Aegon II che la fece divorare viva dal proprio drago, di fronte al figlioletto Aegon, che da allora ebbe il terrore dei draghi.
Aegon II era finalmente l’unico pretendente, ma era privo di sostenitori, e prima che l’esercito del Nord, fedele alla causa di Rhaenyra e deciso a vendicarla, calasse su Approdo del Re; nel 131 AC Aegon II venne avvelenato, e questo portò il nipote Aegon il Giovane sul Trono di Spade. Anni dopo anche l’ultimo figlio di Rhaenyra, Viserys, venne ritrovato. Il giovane Aegon III sposò dapprima l’ultima figlia superstite dello zio, e poi una cugina, Daenaera Velaryon.

131-157

Il regno di Aegon III Targaryen incominciò quando il suo predecessore, lo zio Aegon II, morì senza dare eredi. A soli undici anni Aegon III aveva sei dei sette regni sotto il suo dominio, che amministrò sempre con estrema rettitudine. Il suo regno fu noto specialmente per la morte dell'ultimo drago, che portò alla estinzione di queste formidabili creature. Fu per questo motivo che Aegon III passò alla storia come "Aegon la Rovina dei Draghi". Il sovrano dei Targaryen non rimase estraneo a questo dramma e si dice abbia cercato in molti modi di riottenere almeno uno dei draghi che, oramai, erano scomparsi sia dal Westeros che dall'Essos. Nessuno dei suoi tentativi di far schiudere le uova di drago andò a buon fine, come neanche la spedizione di nove maghi attraverso il Mare Stretto. I draghi erano estinti.
Furono cinque i figli che Aegon III ebbe da Daenaera Velaryon, e due di essi divennero re.

157-171

Il nuovo sovrano della dinastia Targaryen, Re Daeron I detto il Giovane Drago, a quattordici anni tentò l'impresa fallita da Aegon il Conquistatore e dalla sorella di quest'ultimo, Rhaenys: la conquista di Dorne. Il giovane drago riuscì ad impadronirsi del regno che però, sfortunatamente, quasi subito si ribellò. La conquista si disse durò soltanto quindici giorni. Daeron I Targaryen morì durante il combattimento all'età di 18 anni ed al tronò salì suo fratello, Baelor I il Benedetto. Il nuovo Re decise di restituire la libertà a Dorne e per farlo fece sposare suo cugino Daeron con Mariah Martell. Baelor il Benedetto, ossia Baelor I Targaryen, fu il nono re Targaryen e pare fosse una figura tremendamente controversa. Secondogenito di re Aegon III, regnò in seguito alla morte del fratello Daeron I. In seguito agli accordi di pace con Dorne, riescì ad ottenere da parte dei Martell la scarcerazione di tutti coloro che combatterono nell'invasione dorniana, tra cui teoricamente anche quella del cugino, il principe Aemon il Cavaliere del Drago. Costui era però tenuto prigioniero presso il feudo dei Wyl che, del tutto incuranti degli accordi stipulati da casa Martell, decisero di consegnare a Baelor il Benedetto unicamente la chiave della gabbia, senza tuttavia consegnargli il prigioniero. Quest'ultimo, infatti, era tenuto crudelmente in gabbia, sollevato, con al di sotto un nido di vipere estremamente letali a causa del loro veleno. Nonostante Aemon pregasse il cugino di abbandonarlo al suo destino, Baelor decise di entrare scalzo all'interno del nido di vipere. I rettili lo morsero una dozzina di volte, ma Baelor raggiunse con la forza delle determinazione e della preghiera la gabbia del cugino, riuscendo a liberarlo. Subito dopo l'apertura della gabbia Baelor perse i sensi a causa della grande dose di veleno, per questo Aemon, uscito in fretta e furia dalla prigionia, raccolse il corpo del Re e lo condusse in una zona sicura. Nonostante le cure ottenute da un maestro presso Blackhaven, ci volle un anno prima che il re Targaryen potesse fare ritorno alla capitale, dove ancora si trovava come Primo Cavaliere del Re suo zio Viserys. La sua devozione si tramutò ben presto in rigore, a tal punto da dar vita a lunghi digiuni che lo resero fisicamente gracile. In virtù di questa fede arrivò a chiedere all'Alto Septon l'annullamento delle nozze con la sorella e moglie Daena Targaryen, tacciandola come ancora vergine nonostante le nozze. L'annullamento gli venne concesso e, in seguito a quello, fece rinchiudere le sue tre giovani sorelle all'interno di quella che divenne nota come Cripta delle Vergini. Fu una scelta operata per mantenere distanti le sorelle dalla lussuria e dalla passione degli uomini, che tuttavia scatenò reazioni davvero negative da parte della alta nobiltà. Oltre a questo, Baelor il Benedetto arrivò a proibire la prostituzione, ritenendola immorale e totalmente contraria ai dogmi imposti dalla fede nei Sette. Le leggi e gli editti del re sembrarono così davvero bizzarri, a tal punto da far sorgere ampi dissidi all'interno del regno. In una delle sue tante visioni, Baelor il Benedetto disse di aver incontato gli Dei, ricevendo l'ordine di costruire un Grande Tempio in cima alla Collina di Visenya. L'immensa opera ebbe così inizio, ma Baelor morì prima che potesse davvero essere terminata. La morte di Baelor fu controversa: alcuni additano i troppi e prolungati digiuni operati allo scopo di liberarlo dai desideri della carne e della lussuria, altri che sia stato il principe Viserys, suo zio e Primo Cavaliere, arrivato al punto di avvelenarlo.
Viserys ascende al trono nel 171 CA, in tarda età e alla morte del nipote Baelor I Targaryen, altresì conosciuto come Baelor il Benedetto. Il Continente Occidentale non lo ricorda con grande affezione, poiché è sospettato d’aver avvelenato lo stesso Baelor per impadronirsi della corona e in quanto si ritiene non abbia fatto assolutamente nulla una volta esserci riuscito. Viserys regna solo per un anno, ma, nel suo precedente ruolo di Primo Cavaliere del Re, ha salvaguardato la sicurezza e la stabilità del regno per molto di più. Le follie di Daeron e Baelor avrebbero infatti recato danni ancora maggiori senza la sua supervisione.Gli succede il figlio maggiore, Aegon IV Targaryen, sposato con la sua unica figlia Naerys.

172-184

Fu nel 172 AC che Aegon IV si sedette sul Trono di Spade, come undicesimo re dei Targaryen.Aegon aveva sposato la principessa Naerys, sua sorella, come era nella volontà di suo padre, ma non la amò mai, benché fosse lussurioso e amasse notoriamente le grazie femminili. Fu da questo matrimonio, in ogni caso, che nacque Daeron II ed in seguito, altri figli.Nell’arco degli anni, la principessa Naerys affrontò numerose e travagliate gravidanze. Durante il regno, ella dette alla luce due gemelli, i quali morirono di lì a poco per cause sconosciute. Successivamente la principessa affrontò una nuova gravidanza che vide dare alla luce l’erede del trono di spade Daeron II, 153 AC ad Approdo del Re. La notizia girò velocemente per tutti i Sette Regni portando festeggiamenti che durarono per intere settimane. Pochi anni più tardi Naerys, nuovamente incinta, rischiò di morire durante la gestazione che purtroppo non riuscì a completare, dando alla luce un neonato morto. Durante la sua permanenza momentanea a Roccia del Drago e dopo un travaglio difficile, nel 157, mise nuovamente al mondo due gemelli, nuovamente due maschi. Nel 161 CA, durante il regno del cugino Baelor il Benedetto, ella dà alla luce due gemelli, i quali muoiono poco dopo. Appresa la notizia, Baelor digiuna per un intero ciclo di luna. Nel 172 CA, Naerys, ora regina, mette nuovamente al mondo due gemelli, un bambino che non sopravvive e una bambina alla quale viene dato nome Daenerys.
Il regno di Aegon IV fu quanto di più indicibile possa esistere. Fu un sovrano corrotto e arbitrario che arrivò ad avere nove amanti (ufficiali) e vari figli bastardi. Si dice che fu tirannico nel suo governo, lasciandosi ispirare dall'umore del momento: non esitava difatti a togliere ad una casata per dare ad un'altra, in via del tutto arbitraria. Durante uno dei suoi viaggi il Re donò un uovo di drago alla famiglia Butterwell, dopo essere stato ospitato nel castello di famiglia. Si dice che in quella occasione avesse messo incinta tutte e tre le figlie vergini del Lord in una notte sola. Il giorno in cui Daemon il bastardo ebbe compiuto dodici anni, Re Aegon IV lo nominò cavaliere e gli consegnò la spada Blackfyre, in acciaio di Valyria. Si trattava di una spada che i Targaryen si tramandavano di generazioni in generazioni e che il sovrano decise di interrompere. Fu anche per questo motivo che molti voci volevano che non fosse Daeron il successore del capostipite Targaryen, bensì il bastardo Daemon. Da quel momento in poi ai Targaryen rimase unicamente Sorella Oscura, la spada in acciaio di Valyria appartenuta da sempre al ramo femminile della famiglia. Sorella Oscura rimase come unica spada di famiglia. Daeron, il figlio legittimo di Aegon IV, si scontrò spesso con il padre, arrivando ad essere un vero e proprio ostacolo alla sua corruzione. Il sovrano non arrivò mai a diseredare o disconoscere il figlio, questo a causa del timore della ripercussione che avrebbe potuto avere un gesto del genere sul trono. Per quanto corrotto, Aegon IV sapeva perfettamente che molti nobili, stanchi delle sue nefandezze, si sarebbero uniti per supportare le legittime rivendicazioni del figlio. Questo spinse, probabilmente, il Re a sopportare le intromissioni di Daeron. Un'altra motivazione fu data dall'unione di suo figlio con Mariah Martell, uno dei regni che Aegon IV non aveva mai smesso di ambire per sé. Aegon IV decise di portare avanti il suo progetto di invasione di Dorne, sfruttando l'avversione dell'Altopiano e delle Terre della Tempesta verso quel regno. Il re dei Targaryen ordinò ad alcuni piromanti di costruire dei draghi: mostri di ferro e legno che potevano sputare altofuoco. Durante il viaggio verso Dorne queste macchina d'assedio esplosero e bruciarono vivi vari soldati, oltre che ardere una buona parte del Bosco del Re. Nel 182 Naerys, la Regina, muore di parto. Nel 184 AC, a quarantanove anni, il re trovò la morte. L'obesità si era fatta un fardello indiscutibile e martellante, tanto da obbligarlo a letto senza più la possibilità di muoversi. Con gli arti in putrefazione ed il corpo gonfio e brulicante di vermi, il nefasto sovrano spirò.

185-194

Il Westeros sembrava essere finalmente in pace ed armonia e Daeron II, da questi primi spiragli di regno, pareva essere finalmente il Re che tanto a lungo era mancato con Aegon IV Targaryen. Daeron II, morto il padre, lasciò Roccia del Drago e si recò ad Approdo del Re, zittendo voci particolarmente velenose che minavano la sua autorità, additandolo come il frutto dell'amore non di Naerys ed Aegon IV, ma dell'amore proibito tra Naerys ed il fratello minore di quest'ultimo, ossia Aemon il Cavaliere del Drago. La volontà dei due nuovi sovrani, Daeron II e Mariah Martell, fu quella di eliminare alla radice la corruzione ormai radicatasi ad Approdo del Re, permeata addirittura a colpire la guardia cittadina. Daeron II non fu mai un grande soldato o un grande condottiero, ma fu sempre un abilissimo politico, capace di risolvere situazioni angoscianti ed angosciose. I provvedimenti e le leggi del Re riuscirono infatti a sanare ben più di una ferita di Approdo del Re, iniziando a rendere nuovamente la capitale una città sicura e, soprattutto, giusta. Daeron era però anche astuto, proprio per questo mise un occhio alla situazione dei bastardi lasciati da suo padre Aegon IV, arrivando a pagare la dote del matrimonio tra il quattordicenne Daemon Blackfyre ed una donna di Tyrosh, tale Rohanne. Daeron II Targaryen donò inoltre proprio a Daemon una fortezza presso il Fiume delle Acque Nere, che prese ben presto il nome di Fuoconero. Se sia stata una mossa del sovrano per provare la sua supremazia sui Grandi Bastardi, o se sia invece stata una mossa dettata dalla sua grande bontà e spontaneità d'animo, non era dato sapersi.
Il matrimonio tra Daeron II Targaryen e Mariah Martell si rivelò così particolarmente proficuo, sebbene solo nel 188 sarebbe dovuto avvenire un avvenimento incredibile, a lungo agognato dalla casa dei draghi: la sottomissione di Dorne. Il principe Maron Martell, fratello di Mariah, decise di accettare l'accordo di Daeron II, inginocchiandosi così al sovrano dei Sette Regni. Si trattava di una sottomissione spontanea da parte di Dorne, che appariva comunque particolarmente emblematica, ma non ricca di ripercussioni future per lo stesso Daeron II. Non molti nobili accettarono le condizioni di questa unione di Dorne al resto dei regni, come ad esempio la concessione di mantenere il titolo di "Principe di Lancia del Sole" e l'autonomia di poter mantenere le proprie leggi ed avere meno pressioni dal punto di vista delle tasse. La sorella di Daeron II, ossia Daenerys Targaryen, si unì in matrimonio allo stesso Principe di Dorne, Maron Martell. Dall'unione di Daeron II e Mariah Martell nacquero -Tra i tanti - Baelor e Maekar, formidabili cavalieri e guerrieri.

195-196

L'ultimo lascito di Aegon IV, ossia la sua folle ed immatura vendetta causata dal mancato appoggio di Daeron II alla sua volontà di invadere per la terza volta Dorne, si ritorse ben presto contro il nuovo sovrano Targaryen. Uno dei figli bastardi di Aegon IV, ormai legittimato come Blackfyre, alza la spada della ribellione e raccoglie ben presto ampi consensi. I più grandi consensi al piano di Daemon Blackfyre, autoproclamatosi Sovrano dei Sette Regni, venivano da due direzioni: da un odio viscerale verso Dorne (specialmente nelle Terre dell'Altopiano e della Tempesta) e dalla volontà di non volersi più piegare ai propri signori e intravedere, anzi, uno spiraglio per sostituirli. Non mancava neanche il problema della legittimazione. Le motivazioni erano comunque molte, proprio per questo la Prima Guerra Blackfyre riesce a trasformare il Westeros in una polveriera particolarmente esplosiva. Le due grandi fazioni si scontrarono non solo in grandi battaglie campali, ma anche in scontri più piccoli e dal retrogusto amaro dell'ambizione, consumati essenzialmente all'interno dei corrispettivi regni di appartenenza. La stessa Dorne non rimane immune alla ribellione Blackfyre, con casa Yronwood che decide di unirsi a casate distanti e dagli ideali in realtà contrapposti, pur di poter avere una opportunità di sconfiggere casa Martell e riprendersi così il governo di Dorne. Ogni angolo del Westeros, prima o dopo, risponde alla chiamata di una o dell'altra fazione, dando vita a faide a volte anche fratricide, interne ai veri regni.
Daeron II chiamò a raccolta i vessilli di guerra ed al suo richiamo risposero molti, tra cui quattro grandi case: Arryn, Lannister, Martell ed Hayford. Contro i Targaryen, e dunque a favore dei Blackfyre, si schierarono altrettante casate molto importanti, tra cui: Costayne, Bracken, Reyne, Osgrey ed Yronwood. Vi furono numerosissime piccole battaglie, i Sette Regni erano in fermento ed ogni angolo insicuro. La guerra civile stava crescendo a dismisura e le casate man mano abbandonavano la loro neutralità per schierarsi chi a favore dei Targaryen, chi dei Blackfyre. Soltanto nel 190 AC si ebbe la vera svolta. Presso le rovine di Harrenhal vi fu lo scontro decisivo, quello che concluse la rivolta dei Blackfyre.
L'esercito di Daemon, vincente presso la Forca Rossa, iniziò a scendere verso Approdo del Re. Blackfyre sapeva che l'esercito del fratellastro aveva perso morale e che quello era il momento giusto per colpirlo e smembrarlo una volta per tutte. Dal canto proprio, Daeron II era conscio che ripiegare ed attendere l'arrivo di Daemon ad Approdo del Re sarebbe stata una mossa errata e che lo avrebbe portato alla sconfitta. Fu per questo motivo che il Targaryen radunò quel che rimaneva del proprio esercito per marciare a Nord, in direzione di Harrenhal, là dove si pensava che Blackfyre passasse per poter raggiungere la sua meta. E così fu: i due schieramenti si incontrarono a poca distanza dalle rovine del castello, simbolo del potere dei Targaryen. Lo scontro fu durissimo. Aegon River, detto "Acreacciaio", era uno dei GRandi Bastardi di Aegon IV e in quell'occasione fu il luogotenente di Daemon Blackfyre. Un altro grande bastardo, ossia Brynden Rivers detto "Corvo di Sangue", si schierò invece a favore di Daeron II.
La battaglia di Harrenhal, come detto, fu un massacro. L'esercito ribelle capitanato da Daemon Blackfyre, non attendendosi di trovare di fronte a sé l'esercito lealista al completo, scelse di attaccare immediatamente, sfruttando il vantaggio del morale alto e della supremazia militare dimostrata fino a quel momento. In effetti l'impatto dei due eserciti fu nettamente vinto dalla fazione Blackfyre, tanto da annientare in parte la prima fila dei Targaryen. Mentre al centro delle due formazioni si consumò un vero e proprio massacro, nelle ali, dove si trovava essenzialmente la cavalleria, l'esito sembrò da subito più incerto. La grande spinta di Daemon Blackfyre e delle sue truppe trovò un limite quando, improvvisamente, si rese conto di una mossa strategica messa in atto dai nemici. Casa Targaryen, sfruttando le abilità da leader di Corvo di Sangue, aggirò infatti con un manipolo di arcieri i due eserciti, raggiungendo una posizione più alta e particolarmente adatta per tempestare di frecce lo schieramento avverso. Questa mossa si rivelò incredibilmente efficace, dal momento che la cavalleria nemica, impegnata a fronteggiare quella dei lealisti, non riuscì ad organizzare una controffensiva utile a far terminare lo scoccare degli archi. La pioggia di frecce scese più volte sullo schieramento avversario, falciando di netto gran parte della fanteria, dando una superiorità netta alla fazione Targaryen. I lealisti riuscirono così a sfondare prima sulle ali, quindi al centro, accerchiando di fatto i nemici costringendoli alla resa. I ribelli furono messi in ginocchio, ma Daeron II si accorse ben presto di un problema: Daemon Blackfyre non era tra i catturati. I vincitori controllarono più e più volte il campo di battaglia, convinti che Daemon Blackfyre abbia combattuto, ma a nulla valsero i tentativi. Solo qualche giorno dopo Acreacciaio, rinchiuso in una delle celle di Approdo del Re, rivelò di aver aiutato a fuggire Daemon Blackfyre, sfruttando il caos della battaglia generato dal tiro degli arcieri e dal combattere di entrambe le fanterie. Acreacciaio rivelò inoltre la destinazione del Blackfyre: l'Essos. Dopo aver ricevuto tutte le informazioni necessarie, Daeron II si presentò in pubblico, davanti agli occhi attenti di tutti i suoi alfieri e degli altri Principi Protettori. Dopo un grande e ispirato discorso, con un colpo di scena annunciò l'amnistia generale a tutti i traditori, consentendo loro di vedersi perdonati sia dalla Corona, sia dagli altri Regni, la macchia del tradimento. Tutta la colpa non fu riversata sulle singole famiglie traditrici ma sulla figura di Daemon Blackfyre, rappresentato come un serpente tentatore privo di qualsivoglia onore.
Al termine del discorso Daeron II alzò entrambe le braccia al cielo, catturando l'attenzione di tutti gli astanti. Con il sorriso sulle labbra e sul volto la luce della vittoria, Daeron II Targaryen alzò Sorella Oscura (la spada di valyria), quindi la puntò su Acreacciaio, incatenato vicino a lui. Lo condannò a morte, facendogli pagare così tutti i crimini commessi da Daemon Blackfyre, troppo lontano per poter subire l'onta della sconfitta. Sorella Oscura tagliò di netto la testa di Acreacciaio, determinando così ufficialmente la fine della Prima Ribellione Blackfyre.
Passarono tuttavia pochi giorni di governo prima che Daeron II il Buono desse una ulteriore svolta al suo governo. Proprio per far fronte al problema generato dall'accordo con Dorne, e proprio per cercare di limitare l'influsso negativo dovuto agli echi di quella gravosa Ribellione Blackfyre, Daeron II Targaryen convocò i lord protettori di tutti i regni e dette loro il privilegio di definirsi "Principi Protettori", con tutti i benefici che ne derivavano. Rimaneva comunque ferma, e salda, la sottomissione che tutti i regni dovevano avere con casa Targaryen, inclusa Dorne. Pareggiando così i benefici di tutti i regni, Daeron II sperò di aver sradicato alla base eventuali problemi che potessero sfociare in una seconda, grande, ribellione.

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Mentre il regno di Daeron II trovava nuovamente la pace qualcosa o qualcuno iniziava a muovere le sue prime trame politiche, qualcosa di oscuro iniziò a colpire il Westeros. Prima nelle Terre della Tempesta, poi nelle Terre della Corona, infine nell'Altopiano, nell'Ovest. Da qua, in tutti i regni, ad eccezione di Dorne. Dall'Essos qualcuno aveva posato i suoi occhi sul continente occidentale e, soprattutto, sulla corona. Non vi erano idee su chi potesse aver fatto circolare questa notizia, neanche se avesse fondamenta di verità o se fosse un'opera di pura invenzione. Quel di cui si poteva esser certi, è che questa figura, stava attraendo sempre più sguardi interessati all'interno degli stessi regni. In realtà, neanche si era sicuri si trattasse di un uomo; quello stesso uomo, a seconda dei racconti, aveva sempre un nome diverso dall'altro. Alcuni ipotizzarono si trattasse di una notizia falsa, altri che si trattasse di un gruppo di uomini, altri ancora additavano una vicinanza di questa figura con la lontana e perduta Valyria. Tutte voci, che di concreto non avevano niente. Soltanto una serie di racconti che, dopo essersi trasmessi al popolo, iniziavano ad essere divulgati presso le corti nobiliari. Le voci si susseguirono a lungo, ma sui Sette Regni spirava un vento di assoluta pace. Da quando Daemon Blackfyre era fuggito nell'Essos, per il continente occidentale le cose si erano messe davvero molto meglio. Il regno di Daeron II era votato soprattutto a migliorare la vita dei suoi sudditi, da qui si consolidò il suo appellativo di "Buono". Ma non fu l'unica cosa che cercò di fare. Particolarmente interessato alla storia della sua famiglia, ed interessato a distaccarsi in tutto e per tutto dalla figura meschina di suo padre, il sovrano dei draghi decise di recarsi presso le Terre dei Fiumi, nel tentativo di ricucire una delle popolazioni più colpite e segnate dalla guerra. Fece un giro molto lungo, stazionando presso i castelli più importanti, fino ad arrivare presso Butterwell. Incontrò lì il sovrano, accusato più e più volte dagli altri lord dei Fiumi come un voltagabbana. In effetti, la condotta di casa Butterwell non era stata delle più leali, dal momento che ha spesso e volentieri cambiato fazione, salvo poi rimanere tra le fila dei vincenti. Forse per questo motivo, intimorito dalla presenza del sovrano all'interno del suo castello, Lord Butterwell decise di omaggiare Daeron II Targaryen e la sua visita con un dono di assoluto prestigio per un membro di casa Targaryen. Gli dette, infatti, lo stesso uovo di drago che fu donato tempo addietro da Aegon IV alla sua famiglia. Daeron II apprezzò il gesto e, preso l'uovo di drago, continuò il suo giro presso i feudi maggiori delle Terre dei Fiumi. Al termine dell'itinerario Daeron II fece così ritorno ad Approdo del Re, continuando a governare in concerto con la sagace moglie Mariah Martell. L'uovo di drago ottenuto da casa Butterwell non solo era un dono prestigioso, ma anche un elemento di imprenscindibile interesse per un membro della casa dei draghi, a tal punto da portarselo dietro quasi in ogni occasione. Molte furono le preghiere del sovrano presso il Grande Tempio di Baelor, nel tentativo di esaudire quel grande sogno che fu condiviso, molto tempo prima, proprio da Baelor il Benedetto: assistere alla rinascita dei draghi. Le preghiere non bastarono, con l'uovo di drago che rimase freddo ed estremamente duro al tatto. In occasione di un grande torneo ad Approdo del Re, vinto da Baelor Targaryen (suo figlio), Daeron II consegnò a quest'ultimo l'uovo di drago in dono, simbolo della forza che contraddistingueva proprio il giovane Principe Targaryen. I sogni di Baelor Lancia Spezzata si fecero da quel momento in poi molto confusi, fino a quando non avvenne quello che nessuno si sarebbe mai aspettato. L'uovo si schiuse, lasciando fuoriuscire una creatura che, seppur piccola, già mostrava tutto il suo potenziale. L'avvenimento suscitò grande clamore, con Baelor Lancia Spezzata che salì letteralmente sulla bocca di tutti. Il Principe Targaryen era riuscito infatti dove molti, compreso suo padre, avevano fallito prima di lui. Nonostante questo, l'amore paterno vinse su tutto, tanto che rimase estremamente fedele al padre nonostante molti iniziassero a guardare sempre più spesso alla sua persona.

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La nascita del drago di Baelor Lancia Spezzata non poteva niente contro i grandi problemi a cui il Westeros stava andando incontro. Il periodo di pace sotto il governo di Daeron II prese il nome di "Pace del Re", ma all'interno di ciascun regno stavano iniziando ad emergere grossi problemi, di natura differente. Molti vedevano in questa ondata di problemi lo zampino di Daemon Blackfyre che, dall'Essos, sembrava intenzionato a continuare a progettare l'invasione del continente occidentale, per dare il via ad una seconda ribellione Blackfyre.
All'interno delle terre di Dorne un gruppo di separatisti, contrari al governo ed alla vicinanza di casa Martell a casa Targaryen, iniziò a mettere in moto una vera e propria organizzazione segreta. Ad unirsi alle fila di questo gruppo non erano le intere casate, bensì vari membri della nobiltà, il che rendeva davvero complesso stabilire il colpevole per poter agire di conseguenza. Ancora peggio, poteva dare il via ad una vera e propria "caccia alle streghe", estremamente dannosa per il futuro del regno. Casa Martell si ritrovava così a dover fronteggiare un fronte interno invisibile ma radicato, a lei completamente opposto. Una situazione spiacevole, dal momento che il terrore di una possibile unione a quella causa degli Yronwood e degli altri vecchi ribelli spaventava, e non poco, casa Martell.
Se a Dorne i problemi erano di tale natura, ben differenti e comuni erano quelli di Altopiano e Tempesta. I due regni, baluardi della fede nei Sette Dei, registrarono una ingerenza sempre più profonda della cultura dell'Essos all'interno dei loro confini. Nella fattispecie, dall'Essos iniziarono ad entrare nel territorio dei due regni alcuni preti rossi, più altri fanatici religiosi. Se inizialmente poteva sembrare una situazione non pericolosa, ben presto anche i più ottimisti furono costretti a ricredersi. La religione portata dai preti rossi si trasformò in fanatismo, fino alla creazione di templi nascosti interni ai due regni. L'obiettivo chiave era quello di scardinare la fede nei Sette e rimpiazzarla con quella del Signore della Luce. Una missione teoricamente quasi impossibile, ma che giunse comunque a seminare un bel po' di caos interno ai due regni, spaventati adesso da possibili reazioni più ampie.
Il problema delle Terre dell'Ovest e dei Fiumi era invece ancora diverso, dal momento che non era interno bensì esterno. La guerra Blackfyre aveva indebolito notevolmente le difese dei regni, specialmente quelle dei Fiumi, risultando prede abbastanza semplici per i crudeli uomini di ferro. Le Isole di Ferro, infatti, ebbero modo di accrescere la loro potenza navale, risultando sempre più una spina nel fianco per i due regni. Le razzie, ma soprattutto gli attacchi ai convogli mercantili, si fecero più numerosi e quasi insostenibili.
La Corona, invece, era destinata a vivere sotto l'ombra terrificante della ribellione Blackfyre e, soprattutto, di quello stesso Daemon riuscito a fuggire nelle terre dell'Essos. A nulla erano valsi i tentativi di cercarlo per assicurarlo alla giustizia. Inoltre, come se non bastasse, quelle voci sempre provenienti dall'Essos iniziavano a farsi più pressanti. Neanche la voce della nascita del drago era riuscita a frenarle.
La Valle di Arryn e le lontane terre del Nord, invece, attraversavano una situazione potenzialmente più esplosiva. Sebbene tra i due regni vigesse la pace e non vi fosse neanche lontanamente l'ombra di un conflitto, al loro interno iniziò a svilupparsi una corrente comune. Vari uomini appartenenti alle più disparate casate, in via del tutto anonima, iniziavano così a riunirsi sotto un unico stendardo, raffigurante un sole bianco nascente su sfondo blu. Il gruppo, segreto, tentava di seminare caos e dissapori tra le terre della Valle e quelle del Nord, nel tentativo di far sorgere un conflitto. Le motivazioni dietro la nascita di questa corrente non erano chiare. Più lampante era, invece, la conseguenza di tutto questo: la difficoltà di capire quando, dietro alcune azioni reciproche particolarmente nefaste, si nascondesse quel gruppo segreto o, realmente, uno dei due regni.

{Il GDR FuocoeSangue si ispira all’opera di G.R.R.Martin. Quanto è stato scritto segue la linea dei testi dell'autore, le date così come alcune parti sono parzialmente modificate o totalmente inventate, la dove non siano state modificate dalla gestione.}

Ps: la parte in corsivo è, totalmente o in parte, frutto della fantasia dello staff di Fuoco e Sangue. Per questo motivo, se ne consiglia la lettura prima di iniziare a giocare.